UN MANIFESTO DELLA POESIA PER GLI STUDENTI DEL "MONTI"

Si pubblica l'articolo del Corriere Romagna sull'evento "I poeti sono vivi" con la poetessa Anna Mazzolini  che si è tenuto presso il nostro Istituto uscito il giorno Lunedì 24 Gennaio 2022

CESENA

A scuola, e più che mai se si frequenta un liceo classico, si studiano con cura i grandi poeti del passato. Ma la poesia è qualcosa di vivo, un tesoro più che mai attuale che ha bisogno di essere colto nel suo valore più profondo.

E allora al “Monti” si è deciso di creare occasioni di incontro con poeti e poetesse contemporanee del territorio. Ne è nato il ciclo “I poeti sono vivi”. Uno di questi momenti ha visto protagoniste 5 classi e la cesenate Anna Mazzolini, una delle voci poetiche più interessanti in circolazione, è culminato in una sorta di “mani - festo della poesia”. Gli studenti coinvolti hanno ricevuto da lei alcuni spunti molto profondi sulla sua visione della poesia, che è molto particolare. Ha messo l’accento sulla «paura della poesia», un’espressione che può stupire e - invece - fa notare la poetessa - «è chiaro che si abbia molta paura della poesia. Ci sono pochi mezzi linguistici e simbolici per la lotta ai pregiudizi, che da individuali stanno diventando sociali». La poesia è appunto uno dei questi mezzi. E infatti Anna Mazzolini è convinta che la poesia possa essere «solo collettiva, o almeno dovrebbe. Dovrebbe essere essenzialmente civile. A servizio della civiltà, poiché è l’unico linguaggio che abbiamo per dire con la voce del sentire comune». D’altronde - prosegue - «le poesie, come le canzoni, sono nate come manifestazioni di una voce plurale, di visioni di spiriti che tornavano dai morti, di lotte e sensibilità condivise. Il sentire si dovrebbe tramandare come sapere collettivo». Acuta anche la riflessione sul legame stretto tra la poesia e il mondo dei bambini: «La poesia è un territorio di frontiera, è letteratura in stato di infanzia. Poiché anche l’infanzia è terra di frontiera, dove l’improbabile non è negazione del reale ma con esso condivide la stessa sorgente». Non solo. «L’abbattimento dei limiti linguistici tipici dell ’infanzia, che è alla radice dell ’arte poetica, implica assenza di giudizio e di definizioni, richiede la negazione del sapere semplificato e dogmatico». Intenso e prezioso il messaggio finale contenuto nel “manifesto” che Anna Mazzolini ha regalato ai ragazzi e alle ragazze del “Monti” con cui ha conversato: «È necessario assentarsi da sé stessi per fare poesia, ed è comeaccettare, quotidianamente, una piccola morte, in nome del sentire comune». GPC

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Ultima modifica il 14-02-2022 da SARA BELLAGAMBA