SELEZIONI DI DEBATE

Sabato 21 febbraio, le aule del Liceo Bertolucci di Parma si sono trasformate in un’arena di pensiero critico e dialettica. Tra le otto migliori squadre della regione, reduci dalle selezioni della scorsa settimana, c’erano anche i nostri studenti: Matteo Rizzo (5CC), Chantal Cataldi Anna (5CS), Sofia Fantozzi (2DS) e Gaia Casadei (5CC)
La delegazione della nostra scuola ha affrontato una giornata intensa, strutturata su due round tematici di altissima complessità, mettendo in campo non solo ore di studio, ma anche una grande capacità di improvvisazione.
La competizione è entrata nel vivo con il round impromptu, una prova di fuoco dove il tema viene consegnato solo un’ora prima del dibattito. La mozione,"Questa casa ritiene che si debbano inserire programmi scolastici obbligatori di alfabetizzazione emotiva", ha visto i nostri ragazzi impegnati nella posizione PRO a costruire argomentazioni solide sulla salute mentale e l'empatia nel percorso formativo.
Nella seconda parte della giornata, il livello di astrazione si è alzato con il tema preparato:
"Questa assemblea preferisce uno stato tecnocratico a uno democratico".
Nonostante il verdetto della giuria non ci abbia spalancato le porte della finale, il risultato ottenuto dal Liceo Monti va ben oltre il tabellone dei punteggi. La vera vittoria è stata vedere i nostri studenti discutere con passione, stringere mani e scambiare contatti con i "rivali"; delle altre scuole romagnole ed emiliane.
In un’epoca di scontri digitali spesso superficiali, Matteo, Chantal, Gaia e Sofia hanno dimostrato che il dialogo è prima di tutto un punto di incontro. Torniamo da Parma con la consapevolezza che saper ascoltare l'altro è il primo passo per saper parlare al mondo. Complimenti ai nostri debater per aver portato alto il nome del Monti con eleganza e intelligenza.
Cogliamo l’occasione per ringraziare l’Associazione tra Fondazioni di Origine Bancaria
dell’Emilia Romagna cha da anni sostiene questo progetto di didattica innovativa nella nostra scuola.

Prof.ssa Elena Fiumana
Referente progetto Let’s Debate