Roma, non solo una gita: quando l’Educazione Civica si tocca con mano
Lunedì 9 febbraio la sveglia è suonata quando fuori era ancora buio pesto. Alle 4:30, davanti al Montefiore di Cesena, eravamo tutti lì: un po’ assonnati, ma decisamente eleganti, pronti per un’occasione che sapevamo sarebbe stata diversa dal solito. Non capita tutti i giorni di lasciare i banchi per entrare nei palazzi dove si decide il futuro del nostro Paese, e farlo insieme a una classe di un altro indirizzo, la 2CS, ha reso tutto ancora più stimolante.
La cosa bella è iniziata proprio sul pullman. Siamo due classi con percorsi di studio differenti, eppure, una volta arrivati a Roma in piazza Monte Citorio, eravamo un gruppo unico. Vedere così tanti coetanei vestiti in modo formale, pronti a rappresentare la nostra scuola, ci ha fatto sentire parte di qualcosa di grande.
Il momento che aspettavamo di più è stato l'ingresso a Palazzo Montecitorio. Per mesi abbiamo studiato sui libri di educazione civica il potere legislativo e il funzionamento del Parlamento, ma trovarsi lì, nel cuore delle istituzioni, è stato un colpo d’occhio incredibile.
Camminare nei corridoi solenni e sedersi in Aula per assistere alla discussione di una proposta di legge ha cambiato la nostra prospettiva: non erano più solo articoli della Costituzione da imparare a memoria, ma democrazia in azione. Abbiamo osservato il ritmo della politica, i discorsi dei deputati. È lì che l’educazione civica è diventata "pratica": abbiamo toccato con mano la responsabilità di chi è chiamato a scrivere le regole per tutti noi.
Dopo la solennità della mattina, ci siamo persi tra le meraviglie di Roma: Piazza Navona, le tele di Caravaggio a San Luigi dei Francesi, Altare della Patria e poi giù verso il Colosseo e i Fori Imperiali, Fontana di Trevi, Trinità dei Monti, Piazza di Spagna. Ogni passo è stata una scoperta, fino ad arrivare al tramonto dal Pincio: una vista così bella che ci ha fatto dimenticare i chilometri percorsi a piedi.
Ma oltre ai monumenti, quello che ricorderemo è il clima che si è creato tra noi. Tra una corsa per non perdere il bus e un ballo improvvisato al suono della tromba di un artista di strada, c’è stato spazio per ridere, scherzare e persino per regalare delle rose alle nostre professoresse. È stato un modo di vivere la scuola "fuori dall'aula" che ha rafforzato i nostri legami.
Siamo rientrati a Cesena alle 22:45, stanchi morti, ma con lo zaino pieno di ricordi. Questa gita ci ha insegnato che la formazione non è solo stare seduti a sentire una spiegazione: è partecipare, vedere con i propri occhi e condividere l'esperienza con gli altri. Siamo partiti come due classi diverse, torniamo come un gruppo di giovani cittadini che sanno un po' meglio come funziona il mondo dei "grandi".
Panetta Noemi 2Bc
