Gli studenti del Liceo “V. Monti” partecipano all’evento “La bellezza delle parole”

Sabato 22 novembre 2025 la classe 5Ds ha assistito alla presentazione del libro Iris, la libertà di Walter Veltroni edito da Rizzoli, nell’ambito del festival letterario “La bellezza delle parole”  promosso dal Comune di Cesena. L’autore, in dialogo con la prof.ssa Lucia Bazzocchi, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo “V. Monti”, ha raccontato la storia della giovane partigiana romagnola Iris Versari.

Iris Versari2

Recensione a cura di Anna Maria Bot, Giulia Donadei, Lia Tanjila Azam (classe 5Ds)

Il libro racconta la vita breve e intensa di Iris Versari, giovane partigiana romagnola che, a soli ventuno anni, decide di unirsi alla banda guidata da Silvio Corbari, diventando così l’unica donna del gruppo. L’autore si immedesima prima in una Iris bambina, per poi concentrarsi sulla descrizione dei suoi ultimi momenti da giovane donna e partigiana: la scelta di sparare se necessario, la relazione con Corbari e le missioni rischiose, fino al tragico epilogo del 18 agosto 1944, quando uccide un soldato delle SS e si spara per permettere ai suoi compagni di fuggire. In seguito, verranno catturati, impiccati e i loro corpi esposti in piazza a Forlì; un gesto atroce, ma che oggi assume valore di memoria e testimonianza del prezzo pagato per la libertà. L’essere partigiano aveva già le sue difficoltà, ma nella figura della donna partigiana si andava a sintetizzare una resistenza intersezionale: da una parte, quella contro il regime, dall’altra quella contro i ruoli di genere. Rispetto a quest’ultima, l’autore si è espresso sul fatto che sulle bare dei partigiani uomini erano stati scritti i loro nomi e cognomi, mentre su quella di Iris, privata della sua identità, c'era un'unica parola: “DONNA”. Una delle domande che la prof.ssa Bazzocchi ha rivolto all’autore riguardava il concetto di libertà. L’autore, rispondendo, ha definito il libro “un inno alla bellezza e alla libertà”. Iris Versari non ha accettato di “essere fatta come gli altri”. Diventare partigiana significava per lei affermare la propria soggettività, lottare per un futuro libero, non subire né la dittatura né la discriminazione. Il sacrificio che costò ad Iris la sua vita è presentato come atto supremo di libertà: una scelta consapevole, non dovuta a fatalismo, ma a coscienza. Attraverso la voce di Iris, il romanzo offre una testimonianza diretta di un pezzo di storia troppo spesso dimenticato. L’autore recupera la memoria individuale di una donna partigiana come simbolo collettivo, rendendo visibile ciò che la storia ufficiale tende a nascondere. Ricordare significa non dare per scontata la libertà, tenere a mente che la democrazia è frutto di sacrifici e lotte concrete. Questa va conservata mediante lo studio, in relazione al quale, L’autore cita la testimonianza di Sami Modiano, vittima dell’Olocausto, che non ha potuto continuare il suo percorso scolastico a causa delle leggi razziali. Durante l’intervista, l’autore ha lanciato un monito diretto all’indifferenza contemporanea. “La libertà non è un regalo, e quando la si dà per scontata, si rischia di dilapidare un diritto conquistato con il sangue”. Ha richiamato all’importanza della partecipazione, del non voltarsi dall’altra parte di fronte all’ingiustizia; un richiamo particolarmente pertinente oggi, quando l’apatia e il disimpegno sembrano prevalere. L’autore ha criticato, inoltre, la logica superficiale del “pollice su o giù” diffusa sui social, dove contano follower e like, spesso in luogo del dialogo, del confronto e della responsabilità collettiva. Ha sottolineato come, al contrario, sia essenziale “posare il cellulare” e ritornare alla parola, allo scambio diretto, alla capacità di ascoltare e confrontarsi. Nella parte conclusiva dell’intervista, l’autore ha messo in guardia gli ascoltatori sul fatto che “guerre e dittature si riaffacciano in tante parti del mondo, anche in paesi che consideriamo democratici”. Ha ricordato che la libertà non è un dato acquisito per sempre, ma va difesa, custodita e praticata giorno per giorno. Il sacrificio di Iris diventa così un simbolo per le generazioni presenti e future. Proprio perché era “una di noi”, di questa terra, la sua storia ci ricorda che il coraggio e la libertà non sono eroismi lontani, ma possibilità concrete. Dare voce a queste figure significa dare coraggio ai giovani e far capire loro che ogni libertà è da difendere e ogni diritto un impegno da mantenere. In un’epoca in cui spesso domina l’indifferenza, il conformismo e la superficialità digitale, la memoria attiva e l’informazione diventano strumenti cruciali; questa intervista con l’autore Veltroni e la prof.ssa Bazzocchi ci mostra che la Resistenza non è solo storia, ma anche coscienza civica.